Assistenza sanitaria in Italia: ancora lunga la strada per migliorare

L’assistenza sanitaria in Italia ha ancora molta strada da fare prima di potersi definire ottimale. I talloni d’Achille starebbero soprattutto nell’alto numero di anziani e malati cronici. Si parla di 23,6 milioni di persone, il che equivale a dire che su 10 cittadini almeno 4 sono anziani o malati cronici. Questa grossa fetta di popolazione necessita costantemente di cure e assistenza medica, assorbendo quindi gran parte delle risorse economiche.
A comunicare queste informazioni è l’Università Cattolica di Roma attraverso il rapporto Osservasalute. Lo studio sull’assistenza sanitaria in Italia è stato curato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e ha coinvolto 180 ricercatori. A coordinare il lavoro sono state due figure responsabili dell’Osservatorio: Walter Ricciardi e Alessandro Solipaca.

Malattie croniche che assorbono il sistema sanitario

Le malattie croniche che si registrano più frequentemente in Italia sono diabete, osteoartrosi, malattie ischemiche e neurologiche. Troviamo, fra le altre, anche l’asma bronchiale e disturbi alla tiroide. Pazienti che hanno bisogno di diagnosi, visite specialistiche e farmaci specifici. Dal rapporto dell’Università Cattolica di Roma emerge un dato significativo: solo nel 2015 la percentuale di pazienti con più di una malattia cronica arrivava a superare il 20%.
L’equilibrio economico dell’assistenza sanitaria in Italia dipende molto da questa fetta di popolazione.

L’ assistenza sanitaria in Italia non è uguale per tutti

La situazione relativa alle malattie croniche in Italia offre una panoramica della società in cui viviamo. Stando a quanto emerge dal rapporto Osservasalute, sono affette da malattie croniche soprattutto persone con età compresa tra i 25 e i 44 anni. Oltre all’età, anche il livello di istruzione è determinante: persone con basso livello di istruzione hanno una cronicità pari al 5,7%, contro il 3,4% di chi possiede una laurea.
La qualità dell’assistenza sanitaria in Italia varia anche a seconda della regione di riferimento. Questo comporta una forte disparità anche in termini di aspettativa di vita, più alta nel Nord e Centro Italia. Nel 2015 l’aspettativa di vita ha subito un calo generale. Nel 2014 sia uomini che donne potevano vivere in media fino a 82,3 anni, mentre oggi si parla di 0,2 anni in meno per gli uomini e 0,4 anni per le donne. Per l’assistenza sanitaria in Italia si prospetta una sfida importante: fare in modo che non vi sia più questa disparità, anche grazie ad un aumento dei finanziamenti destinati alla salute.

Commenti

commenti

L'autrice

Reply

Cosa ne pensi?