Ticket sanitari: allo studio riforma, le novità su detrazioni ed esenzioni

Basta tasse sulla salute e più agevolazioni per i poveri. Con questi obiettivi il Ministero della Salute sta studiando una riforma dei ticket sanitari da delineare insieme alle Regioni, che prevede meno detrazioni e più esenzioni.

L’idea di fondo è di garantire più esenzioni ai poveri facendo pagare ticket sanitari più alti ai ricchi e levando loro le detrazioni. In un’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Corriere della Sera il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato che così facendo si potrebbero eliminare le tanto odiate tasse sulla salute. I ticket sanitari infatti valgono appena 3 miliardi di euro sui 113 miliardi di euro complessivi del Fondo sanitario nazionale.

Verso l’abolizione dei ticket sanitari

La riforma va nella direzione dell’abolizione dei ticket sanitari. I ticket, introdotti nel 1982, vengono pagati dai contribuenti in cambio di alcune prestazioni sanitarie e farmaceutiche. Anche per prestazioni da codice bianco erogate al Pronto Soccorso si paga il ticket.

Ai cittadini dietro richiesta e accertamento delle condizioni che assicurano il beneficio, può essere riconosciuta l’esenzione dal pagamento dei ticket per tutte o alcune prestazioni. È il caso dei pazienti affetti da malattie rare, degli anziani e dei nuclei familiari con un reddito basso, delle donne in gravidanza e dei pazienti oncologici.

Più esenzioni, meno detrazioni

Per garantire più esenzioni, la riforma dei ticket sanitari prevede misure compensative, come eliminare le detrazioni sulle imposte per le spese mediche e i farmaci oltre una certa soglia di reddito. Oggi la detrazione concessa è del 19%.

Una simile manovra non è priva di difficoltà. Ad esempio questa misura escluderebbe dai benefici gli incapienti, una categoria di contribuenti che non paga tasse, perché guadagna poco o paga contributi troppo passi per godere dello sconto fiscale.

Il Ministero della Salute vorrebbe inoltre garantire l’esenzione a chi ha un reddito inferiore a una certa soglia. Superata questa soglia le prestazioni sarebbero a pagamento. I redditi alti non usufruirebbero di esenzioni o ne usufruirebbero solo in misura ridotta. La riforma dei ticket sanitari, stando alle prime stime, richiederebbe un investimento di 8 miliardi di euro.

Nuove agevolazioni per anziani e disoccupati

Le misure al vaglio del Ministero prevedono ulteriori agevolazioni anche per anziani e disoccupati. Gli over 65 potrebbero vedersi alzare la soglia di reddito, che oggi per poter godere dell’esenzione deve essere al di sotto dei 35 mila euro.

Anche quella per i disoccupati e i loro familiari, oggi fissata a 8.500 euro, potrebbe essere rivista al rialzo. La riforma non prevede novità per i pensionati over 65 con la minima o la sociale.

La manovra dovrà essere attuata dalle amministrazioni regionali, con l’obiettivo di ridurre la disparità tra le Regioni. Oggi infatti alcune Regioni come la Valle d’Aosta, la Toscana e l’Emilia-Romagna spendono molto di più per i ticket sanitari rispetto ad altre come la Calabria, la Campania e la Sicilia.

Foto: Pixabay

Commenti

commenti

L'autrice

Reply

Cosa ne pensi?