Importazione di farmaci per uso personale: le deroghe ministeriali

Il Ministero della Salute italiano ha fornito importanti chiarimenti sull’importazione di farmaci per uso personale. I medicinali la cui vendita non è autorizzata in Italia non verranno più bloccati alla Dogana, a patto che non si tratti di importazione a fini commerciali. Le deroghe alla normativa attuale il 23 marzo scorso sono state notificate all’AIFA, alle Regioni, agli enti doganali e alla Federazione degli Ordini dei medici.

Sì all’importazione di farmaci per uso personale inaccessibili in Italia

La circolare del Ministero della Salute spiega che il provvedimento mira a rendere accessibili ai pazienti italiani alcuni farmaci troppo costosi sul mercato nazionale, come quelli per l’epatite C e i farmaci innovativi di ultima generazione.

Per poter importare farmaci per uso personale sarà necessario disporre della prescrizione del medico curante. Attenzione: le deroghe alla normativa vigente sono ben definite, circoscritte e soggette ai criteri di eccezionalità e alla mancanza di alternative valide. Tutte condizioni che dovranno essere certificate dal medico curante. Il medico è tenuto a compilare un apposito modulo da inviare al Ministero della Salute per giustificare l’importazione di farmaci ad uso personale dall’estero.

La circolare chiarisce che potranno essere importati anche farmaci autorizzati in Italia con dosaggi diversi. Anche i medicinali più costosi nel nostro Paese o i cui costi non siano coperti dal Servizio Sanitario Nazionale potranno essere importati dai pazienti.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha spiegato che la Dogana spesso bloccava i farmaci ad uso personale importati dall’estero per via di un’interpretazione restrittiva dell’attuale normativa:

La Dogana riteneva, contro l’evidenza scientifica, che fossero identici due farmaci anche se vi fosse diversità di dosaggio.

Un ostacolo burocratico che ora è stato finalmente rimosso, venendo incontro alle richieste di migliaia di pazienti limitati nell’importazione di farmaci per uso personale dall’estero.

La circolare nello specifico autorizza i pazienti con epatite C a importare dall’estero i farmaci anti Hcv, venduti a costi proibitivi nel nostro Paese. In India questi medicinali sono disponibili a prezzi molto più bassi, tanto da far nascere un fiorente turismo sanitario con pacchetti specifici per l’acquisto dei farmaci contro l’epatite C. A questo proposito il Tribunale di Roma il 2 settembre 2016 aveva accolto il ricorso di un paziente contro la Dogana, costretta dal giudice a sbloccare la consegna del farmaco anti-epatite importato dall’India.

Farmaci acquistati all’estero: sì all’importazione con ricetta

Un’importante novità riguarda anche i pazienti che importano direttamente farmaci ad uso personale dall’estero. I viaggiatori che hanno acquistato farmaci durante un soggiorno all’estero potranno introdurli in Italia al ritorno, a patto di esibire la prescrizione medica.

Un altro requisito fondamentale per l’autorizzazione è che la terapia non superi i 30 giorni. Attenzione: i farmaci acquistati all’estero, anche se il paziente italiano è in possesso della regolare ricetta del medico, non potranno in alcun modo essere rimborsati dal SSN.

 

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