Terapie anti invecchiamento, duplice scoperta per un duplice progresso!

Terapie anti invecchiamento, un campo di ricerca in cui si è registrata una notevole spinta in avanti, grazie a due nuove scoperte. Un team di ricercatori della University of New South Wales (Australia) ha fatto degli esperimenti per testare un rimedio contro l’invecchiamento. In particolare si tratta di un trattamento che va a riparare i danni subiti dal dna in fase di invecchiamento o a causa di radiazioni. Il team dell’Erasmus University Medical Center (Olanda), invece, è andato alla ricerca della molecola che può indurre l’auto-eliminazione delle cellule invecchiate. Il primo studio è stato pubblicato sulla rivista Science, mentre il secondo compare sulla rivista Cell.

Terapie anti invecchiamento, Nad+ per riparare il dna

La prima delle due nuove terapie anti invecchiamento è frutto di alcuni esperimenti condotti in laboratorio su dei topi. Gli studiosi hanno individuato il momento in cui è possibile intervenire a livello molecolare sul dna danneggiato. Questo è stato possibile a partire dal fatto che le cellule umane hanno la naturale capacità di riparare il dna. Solo che questa capacità si indebolisce man mano che il corpo invecchia.
Gli studiosi hanno scoperto che il metabolita Nad+ ha una funzione essenziale nel processo di riparazione. Nei topi trattati con il farmaco a base di Nad+ la riparazione del dna ha funzionato già dopo una settimana.

L’auto-eliminazione delle cellule vecchie

La seconda nuova terapia anti invecchiamento è il risultato di un altro studio sui topi. Il team olandese ha osservato il modo in cui il corpo elimina spontaneamente le cellule che cessano di riprodursi, ovvero quelle anziane. In una seconda fase ha poi lavorato ad un farmaco che provoca l’auto-eliminazione di queste cellule. Anche in questo caso il test è stato fatto su dei topi, che dopo la terapia hanno manifestato un tangibile miglioramento. Gli autori dello studio ci tengono a precisare che il trattamento deve ancora essere perfezionato per essere testato anche sugli esseri umani. I risultati positivi però fanno ben sperare!

Foto: via Unsplash

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