Come funziona il senso dell’orientamento? Scopriamolo a Soho!

Come funziona il senso dell’orientamento? Un team di studiosi ha condotto un esperimento per indagare quali aree del cervello si attivano quando dobbiamo raggiungere una meta. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications, importante rivista scientifica.
Il team ha chiesto ad un gruppo di volontari di orientarsi virtualmente tra le strade di Soho, noto quartiere di Londra. La scelta di questa specifica zona è dipesa dalla sua particolare conformazione a reticolo e dalla densità di punti di riferimento. I volontari dovevano fare pratica studiando la mappa della zona e guardando alcuni video. Dopo questa fase di studio preliminare, gli studiosi hanno chiesto loro di compiere degli spostamenti virtuali da un punto A ad un punto B di Soho.

Il senso dell’orientamento ha a che fare con l’ippocampo

Mentre i volontari eseguivano i compiti assegnati, gli scienziati studiavano la loro attività cerebrale grazie alla risonanza magnetica funzionale (tecnica fMri). Ma quindi quali sono le dinamiche che regolano il senso dell’orientamento? Hugo Spiers, uno degli autori dello studio, afferma che il senso dell’orientamento è direttamente collegato all’ippocampo. L’ippocampo posteriore si attiverebbe nel momento in cui ci si trova a vagliare tutti i percorsi possibili per arrivare ad un determinato punto. Quello anteriore, invece, si attiverebbe durante il percorso stesso, quando la strada da percorrere è già stata scelta. Se, durante l’esperimento, veniva chiesto ai volontari di fare una deviazione, rispondeva allo stimolo una determinata area della corteccia prefrontale.

Il cervello si attiva soprattutto quando deve orientarsi autonomamente

Il cervello entrava in piena attività soprattutto quando i volontari dovevano decidere in prima persona la strada da percorrere. Al contrario, il cervello manifestava un’attività molto più blanda se c’era uno stimolo esterno a guidare i volontari. Questo porta gli studiosi a pensare che quando utilizziamo i navigatori satellitari teniamo il nostro cervello in una situazione di bassa attività.
Da quanto emerge da questo studio, si può rilevare che il senso dell’orientamento chiama in causa l’ippocampo e le regioni prefrontali. Secondo gli studiosi sono proprio queste aree del cervello a supportare anche l’elaborazione di programmi e piani per il futuro.

Foto: via Unsplash

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