Profilassi contro la malaria, nuovo vaccino in fase di sperimentazione

La profilassi contro la malaria è un tasto dolente. Il problema è ingente e interessa un gran numero di paesi, soprattutto Asia, Africa e America del Sud. Nemmeno i paesi industrializzati sono esenti dal contagio, che può avvenire quando una persona si sposta per un periodo in un paese interessato dalla malattia.
Ad essersi distinta nella ricerca sul vaccino contro la malaria è stata una équipe guidata dai ricercatori di Sanaria, azienda americana specializzata nella produzione di vaccini per la malaria, e alcuni collaboratori dell’Università di Tubinga in Germania. Il team di esperti ha sperimentato l’iniezione degli stessi parassiti della malaria per immunizzare dalla malattia. Il test ha avuto esito positivo, se pur fatto su un numero ridotto di uomini.
Secondo Pedro Alonso questo tipo di profilassi contro la malaria è anticonvenzionale, ma vale la pena di perseguirlo. Di norma per i vaccini si utilizza la forma non dannosa della malattia, mentre in questo caso è stato fatto uso della forma aggressiva della malattia. Alonso è il direttore del Global Malaria Programme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’sperimento di profilassi contro la malaria su 9 volontari

I ricercatori hanno iniettato a 9 volontari i parassiti che causano l’infezione, via venosa. Sono state fatte 3 iniezioni, con intervalli di 4 settimane. I volontari avevano anche assunto la clorochina, farmaco utilizzato per prevenire e curare la malaria; prima, durante e dopo la somministrazione del Plasmodium Malariae (il batterio che causa la malattia). La clorochina è stata in grado di paralizzare il parassita nel fegato prima che potesse tornare nel sangue sotto forma di malattia. Dopo 10 settimane i 9 pazienti sono stati vaccinati con gli sporozoiti e senza clorochina. Il risultato? Nessuno era stato infettato né aveva avuto effetti collaterali.

Le opinioni del mondo scientifico, tra entusiasmo e cautela

Già nel 2009 10 persone avevano ricevuto protezione dalla malaria grazie a delle punture indotte di zanzare infette. Il team responsabile della sperimentazione al tempo aveva ammesso che questa non è una soluzione impiegabile su larga scala. Questa profilassi contro la malaria va ancora testata e perfezionata.
Ancora non si sa quanto a lungo può durare l’effetto del vaccino. Secondo il parere degli esperti, se il 90% della popolazione ricevesse la vaccinazione tramite sporozoiti, assieme alla chemioprofilassi tramite clorochina il parassita verrebbe eliminato. Anche solo per 6 mesi. Il CEO di Sanaria, Stephen Hoffman, afferma che un intervento di questo tipo potrebbe avere una portata del tutto rivoluzionaria. Altri esponenti del mondo scientifico sono invece più cauti, e dicono che la strada per un impiego di massa è ancora lunga. Un errore, infatti, potrebbe essere letale.

Foto: via Pixabay

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