Batteri resistenti agli antibiotici: dall’OMS la lista dei più pericolosi

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato la lista dei batteri resistenti agli antibiotici più pericolosi per la salute pubblica. Una minaccia sempre più preoccupante dovuta all’abuso di antibiotici nei Paesi occidentali. L’uso improprio dei farmaci sta rendendo gli agenti patogeni sempre più resistenti, vanificando l’efficacia delle terapie disponibili. Un’emergenza di portata globale che sta mobilitando le autorità sanitarie, impegnate negli ultimi anni a sensibilizzare su un uso appropriato degli antibiotici.

OMS: stiamo entrando in un’era post-antibiotica

L’obiettivo della lista, la prima nel suo genere, è di incentivare lo sviluppo di nuovi farmaci contro i superbatteri, per evitare di farsi trovare impreparati e non riuscire a far fronte al dilagare di infezioni più aggressive. L’OMS avverte che siamo alla vigilia di un’era post-antibiotica, in cui alcune infezioni diventeranno incurabili.

Le tre categorie di batteri resistenti agli antibiotici

La lista dei batteri resistenti agli antibiotici dell’OMS è stata stilata in collaborazione con l’Università di Tübingen, in Germania. L’elenco contiene 12 famiglie di batteri ed è diviso in tre categorie. Nella prima categoria sono stati inseriti i batteri resistenti agli antibiotici Gram-negativi per i quali è prioritario sviluppare rapidamente nuovi farmaci più potenti. I batteri Gram-negativi sono quei batteri che assumono una colorazione rosa dopo essere stati trattati con il metodo di Gram.

Nel primo gruppo sono stati inseriti i batteri  multi-resistenti. Questi superbug resistono a molti antibiotici, inclusi i carbapenemi, una classe di antibiotici molto potenti, e le cefalosporine di terza generazione, come la ceftazidima e il cefoperazone. Queste ultime solitamente sono efficaci contro ceppi resistenti alle altre cefalosporine.

Come spiega l’OMS in una nota i batteri multi-resistenti hanno sviluppato capacità innate di scovare nuovi modi per resistere ai farmaci. A preoccupare inoltre è la loro capacità di trasmettere il materiale genetico ad altri batteri, diffondendo l’antibiotico-resistenza.

I batteri multi-resistenti espongono al rischio di infezioni del sangue e polmoniti. Un pericolo alto soprattutto per i pazienti ricoverati negli ospedali e nelle case di cura, soggetti fragili e più vulnerabili alle malattie. Il rischio è alto anche per i pazienti che usano ventilatori meccanici e cateteri.

A rientrare nel gruppo dei  batteri più pericolosi sono Acinetobacter, Pseudomonas, Enterobatteriacee (Klebsiella, E. coli, Serratia e Proteus). Di recente una donna negli USA ha contratto l’infezione da Klebsiella e non è riuscita a guarire con nessuno dei 26 diversi antibiotici disponibili.

Nella seconda e nella terza categoria rientrano batteri resistenti agli antibiotici responsabili di intossicazioni alimentari, gonorrea e altre patologie molto diffuse. Di seguito la lista completa dei batteri resistenti agli antibiotici:

E.coliCritici

  • Acinetobacter baumannii, resistenti ai carbapenemi possono provocare gravi infezioni del sangue e polmonari;
  • Pseudomonas aeruginosa, resistenti ai carbapenemi  causano infezioni del sangue e dei polmoni;
  • Enterobacteriaceae, tra cui Klebsiella, E. coli, Serratia, Proteus, resistenti ai carbapenemi e ai farmaci beta lattamasi, responsabili di gravi infezioni delle vie urinarie, del sangue e polmonari.

Alta priorità

  • Enterococcus faecium, resistente alla vancomicina, è responsabile di gravi infezioni del sangue;
  • Staphylococcus aureus, resistente alla meticillina e alla vancomicina, può causare infezioni urinarie, del sangue e polmonari;
  • Helicobacter pylori, resistente alla claritromicina, può causare infezioni all’origine di ulcere dello stomaco;
  • Campylobacter spp., resistente ai fluorochinoloni, può causare infezioni del sangue e malattie diarroiche;
  • Salmonella, resistente ai fluorochinoloni, può causare setticemia e malattie diarroiche;
  • Neisseria gonorrhoeae, resistenti alla cefalosporina e ai fluorochinoloni, un’infezione sessualmente trasmissibile che può causare infertilità e in casi rari anche diffondersi nel sangue e nelle articolazioni.

Priorità media

  • Streptococcus pneumoniae, non sensibile alla penicillina può causare infezioni polmonari, meningite e avvelenamento del sangue;
  • Haemophilus influenzae, resistente all’ampicillina può causare infezioni toraciche, meningite, setticemia, infezioni della pelle e delle articolazioni;
  • Shigella spp., resistente ai fluorochinoloni, una malattia diarroica che può causare gravi complicazioni tra cui insufficienza renale.

Dalla lista manca il batterio che causa la tubercolosi (Mycobacterium tuberculosis),perché la malattia infettiva rientra in altri programmi sanitari lanciati dall’OMS. Non sono inoltre stati inclusi lo Streptococcus A e B, la clamidia e altri batteri non reputati un’emergenza sanitaria perché presentano bassi livelli di resistenza agli antibiotici.

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