Donazioni di plasma: italiani tra i più generosi in Europa nel 2016

Italiani in prima fila nelle donazioni di plasma. Una generosità di vitale importanza per i pazienti affetti da malattie rare del sangue che necessitano di terapie plasmaderivate. Nel 2016 l’industria farmaceutica ha ricevuto dalla Rete Trasfusionale nazionale per la produzione di medicinali plasmaderivati donazioni per un totale di 800 mila chili di plasma.

Il 75% è stato ottenuto da donazioni di sangue intero, il restante 25% dall’aferesi. Questa procedura sfrutta separatori cellulari che centrifugano o filtrano il sangue per consentire al donatore di donare solo alcune componenti ematiche, plasma e/o piastrine, restituendogli gli altri elementi.

Trasfusioni e farmaci plasmaderivati: dove va a finire il plasma

donazioni sangue interoLe donazioni di plasma hanno permesso di salvare la vita a migliaia di persone affette da malattie rare del sangue, dall’emofilia alle immunodeficienze. I dati sulle donazioni di plasma nel 2016 sono stati diffusi proprio in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare celebrata il 28 febbraio. Dalle cifre diffuse dal Centro Nazionale Sangue si apprende che gli italiani lo scorso anno si sono piazzati ai primi posti in Europa per donazioni di plasma ogni 1000 abitanti.

Le donazioni assicurano trasfusioni regolari ai talassemici e ai pazienti affetti da malattie che interessano l’emoglobina. Secondo le stime a questo scopo viene destinato oltre il 10% delle donazioni di plasma.

Il servizio potrebbe essere migliorato con una migliore raccolta e gestione dei dati epidemiologici sul numero e sulla distribuzione dei pazienti. A sottolinearlo è Gian Luca Forni della Società Italiana Talassemie ed Emoglobinopatie (SITE), che invoca l’istituzione di un registro nazionale sotto la regia del Centro Nazionale Sangue.

Una migliore raccolta e analisi dei dati renderebbe più semplice rispondere alle necessità trasfusionali delle varie Regioni. Si potrebbero ad esempio promuovere meccanismi di compensazione nei territori carenti e nei periodi critici, come il Natale e l’estate, quando le donazioni si riducono:

Si pensi che un paziente con talassemia maior ha bisogno di circa 2-3 unità ogni 20 giorni, e si stima che ce ne siano circa 7 mila in Italia – spiega Forni.

L’esperto fa notare che sono in aumento i pazienti affetti da anemia falciforme, passati per effetto dei flussi migratori da 900 a 1.900 negli ultimi 10 anni.

Donazioni di plasma per la lotta alle immunodeficienze primitive

A soffrire di immunodeficienze primitive (IDP) è invece una persona su 5 mila. Queste malattie rare, così come l’emofilia e le malattie emorragiche congenite, necessitano di farmaci plasmaderivati.

Lucia Bernazzi dell’Associazione Immunodeficienze Primitive Onlus fa notare che oggi in alcune zone d’Italia i pazienti incontrano difficoltà a reperire i farmaci. Anche in questo caso a penalizzare i pazienti affetti da malattie rare è la diversa gestione dei casi da Regione a Regione.

Ciononostante il bilancio di richieste e donazioni è confortante. Grazie alle donazioni di plasma le immunoglobine polivalenti per uso endovenoso prodotte in Italia sono riuscite a soddisfare ben il 75% delle domande provenienti dal Servizio sanitario nazionale.

L’obiettivo è raggiungere l’autosufficienza nazionale, come previsto dal Piano Nazionale Plasma 2016-2020 del Ministero della Salute. Alla stesura del piano collabora attivamente anche il Centro Nazionale Sangue.

Fattore VIII della coagulazione: Italia oltre l’autosufficienza

In alcuni casi la produzione nazionale è già andata oltre l’autosufficienza. È il caso del fattore VIII della coagulazione, usato nel trattamento dell’emofilia A. In Italia ogni anno vengono prodotte 75 milioni di unità internazionali, in grado di soddisfare completamente il fabbisogno dei pazienti italiani. Il surplus viene inviato all’estero per aiutare i pazienti in difficoltà a reperire le terapie.

La produzione di Fattore XIX per il trattamento dell’emofilia B nel 2016 ammonta a 11 milioni di unità internazionali. A esserne affetti sono 4.727 italiani. A questi si aggiungono 2,829 pazienti affetti da malattia di Von Willebrand e 1.819 pazienti colpiti da altri deficit della coagulazione.

Plasma: richiesta in aumento in Italia

La richiesta di plasma continua ad aumentare sia in Italia che all’estero. L’aumento della domanda è dovuto a diversi fattori: dall’invecchiamento della popolazione all’incremento delle diagnosi di malattie rare del sangue nei Paesi in via di sviluppo. A contribuire alla maggiore richiesta di plasma è anche lo sviluppo di nuove terapie. Secondo Aldo Ozino Caligaris, portavoce del Coordinamento Interassociativo dei Volontari Italiani del Sangue (CIVIS), per rispondere al fabbisogno in crescita occorrerà ottimizzare le donazioni di sangue intero e le donazioni di plasma mediante aferesi.

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