In arrivo il pancreas artificiale antidiabete made in Italy

Pancreas artificiale, di piccole dimensioni, portatile e del tutto made in Italy. E’ questo il frutto del lavoro portato avanti per diversi anni dal mondo della tecnologia. Dovrebbe essere messo in produzione nell’arco di un anno e mezzo. Il dispositivo sta già dimostrando la sua efficacia negli adulti. Nei bambini è ancora un work in progress, ma già arrivano dei buoni segnali.

Pancreas artificiale, un algoritmo per controllare l’insulina

Il pancreas artificiale serve a tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue. Il sistema di monitoraggio fa sì che i dati vengano inviati ad un tablet o dispositivo wireless. Tablet e smartphone saranno quindi in grado di calcolare la quantità ottimale di insulina per il singolo paziente.

Si tratta nello specifico di un piccolo sensore che trasmette i dati via bluetooth grazie ad un trasmettitore posizionato appena sotto pelle. L’applicazione è molto semplice e si può fare in ambulatorio. Il pancreas artificiale manda un segnale di allarme in caso di ipoglicemia. Grazie a questo allarme, l’iniezione di insulina viene tempestivamente interrotta o ridotta e il paziente mantiene una condizione glicemica ottimale. I segnali vengono inviati anche tramite la vibrazione della pelle.
Il pancreas artificiale è studiato soprattutto per i pazienti di tipo 1, per cui non esiste una cura. E per chi ha i livelli di glicemia soggetti a sensibili variazioni anche nell’arco di una sola giornata. Si adatta bene ai diabetici di tipo 2, soprattutto se anziani e dipendenti dall’insulina.

Il lavoro frutto dell’Università di Padova, Pavia e Virginia

In Italia ha lavorato a questo progetto innovativo un gruppo di ricercatori coordinati da Claudio Cobelli. Cobelli insegna ingegneria biomedica a a Padova. Il suo team ha lavorato al pancreas artificiale per ben dieci anni.
Durante la conferenza tenutasi a Parigi su tecnologie e trattamenti per diabete (Advanced Technologies & Treatments for Diabetes), Il Professor Cobelli ha esposto gli ultimi sviluppi della ricerca. Ha incentrato la sua esposizione soprattutto sull’algoritmo che permette di calcolare la dose di insulina per i pazienti. I felici risultati della ricerca sono dovuti ad una proficua collaborazione universitaria. Oltre all’Università di Padova, le strutture coinvolte sono l’Università di Pavia e della Mr. Jefferson’s University in Virginia.

L’obiettivo del team di esperti è di fare in modo che l’algoritmo diventi sempre più preciso e capace di fare previsioni in base all’andamento dei giorni precedenti. E quindi prevenire. Cobelli e il suo team hanno testato il dispositivo in occasione di un campo estivo dedicato a bambini di età compresa tra i 5 e i 9 anni. Il test è durato una settimana e ha avuto riscontro positivo: le crisi di glicemia nei bambini sono effettivamente diminuite.

Foto: via Piaxabay

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