Integratore di Vitamina D nella dieta per diminuire influenze e raffreddori

Scegliere di inserire all’interno della propria dieta un integratore di Vitamina D cambia la vita. Anzi, addirittura può abbassare la soglia delle mortalità e le spese dei servizi sanitari. A dirlo è uno studio condotto su scala globale dagli scienziati della Queen Mary University di Londra. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica British Medical Journal.

Un integratore di Vitamina D per un’influenza in meno

Lo studio condotto dai ricercatori inglesi ha dimostrato che un integratore di vitamina D potrebbe diminuire influenze, raffreddori e altre malattie più gravi come la polmonite.
L’equipe scientifica ha analizzato i dati di 11.000 volontari che si sono sottoposti a 25 esperimenti clinici. I paesi coinvolti in questo lavoro sono stati 14, Italia inclusa.
I risultati ottenuti hanno dimostrato che una dieta con integrazione di vitamina D favorisce protegge le vie respiratorie dai batteri. Questo probabilmente è dovuto al fatto che la vitamina D incentiva la produzione di antimicrobici nei polmoni. Gli effetti positivi dell’integratore di Vitamina D si sono visti soprattutto nelle persone con una evidente carenza della vitamina stessa. Questa carenza è perlopiù dovuta ad una bassa esposizione alla luce del sole.

Le malattie che interessano l’apparato respiratorio sono frequenti nei mesi invernali. E durante la stagione invernale in effetti l’esposizione al sole è limitata.
Secondo i ricercatori, se si cominciasse ad assumere l’integratore di Vitamina D tutti i giorni o almeno una volta alla settimana si potrebbe verificare una sensibile diminuzione delle infezioni respiratorie. Si parla addirittura di 3,25 milioni di casi in meno solo nel Regno Unito, paese in cui sono in molti ad avere una carenza di Vitamina D.

Opinioni discordanti nel mondo scientifico

Secondo altri studiosi, però, non ci sono ancora abbastanza prove del fatto che la Vitamina D prevenga influenze e raffreddori. Tra questi troviamo Mark Bolland dall’Università di Auckland e Alison Avenell dall’Università di Aberdeen. Anche il Ministero della Salute inglese è molto prudente al riguardo.

Quello dei ricercatori inglesi non è il primo studio sull’integratore di Vitamina D. Secondo quanto emerge da alcune ricerche scientifiche vi è un effettivo collegamento tra carenza di Vitamina D e malattie come il cancro del colon-retto e il morbo di Alzheimer. Secondo altri invece non vi è alcuna prova del potere terapeutico e preventivo della Vitamina D. Ciò non toglie che, per chi sta poco al sole, assumere regolarmente un integratore di Vitamina D è del tutto essenziale.

Foto: via Pixabay

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