Malattie sessualmente trasmissibili: quanto ne sanno i ragazzi?

Il problema delle malattie sessualmente trasmissibili è strettamente collegato all’informazione che si ha sul fenomeno. La questione diventa alquanto rilevante per i ragazzi più giovani, sia tra i 12 e i 17 anni che tra i 18 e i 24. Qual è la loro percezione del problema? Che rapporto hanno con il rischio di contrarre infezioni sessuali? Hanno una conoscenza approfondita o sommaria al riguardo?

Giovani e malattie sessualmente trasmissibili, l’indagine della Censis

A far luce sulla questione è arrivata un’indagine della Censis, distribuita dall’azienda farmaceutica MSD Italia. Il lavoro del Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) ha coinvolto 1.000 ragazzi italiani di età compresa tra i 12 e i 24 anni. L’intento alla base dell’indagine era quello di capire quanto e come viene percepito il problema delle malattie sessualmente trasmissibili.

Gli esperti hanno rilevato che Internet e gli smartphone ricoprono oggi un ruolo del tutto fondamentale. I ragazzi fanno largo uso di questi strumenti per la ricerca di informazioni. E le ricerche sulla sessualità in rete sono tra le più frequenti.
Molti dati a disposizione in tempi rapidi, ecco la magia del web. Ma la ricerca di informazioni di salute online può essere un’arma a doppio taglio. Molti ragazzi infatti restano in superficie e non approfondiscono a sufficienza l’argomento.
Nella fascia di età che va dai 22 ai 24 anni solo il 25% si dedica all’approfondimento, mentre tra i ragazzi più piccoli la percentuale si abbassa al 5,8%. Il 66,3% dei giovani che si sono prestati al sondaggio ritiene di avere una conoscenza sufficiente sulle malattie sessualmente trasmissibili. Solo meno della metà confessa di non essere molto ferrato, ma, anzi, di avere più di qualche dubbio. Secondo gli esperti, ciò è dovuto al fatto che spesso le informazioni che provengono da amici o familiari non sono molto chiare ed esplicite. Soprattutto la famiglia è percepita come fonte di informazioni affidabili.

Maschi e femmine sullo stesso binario, con qualche confusione

I dati che emergono dal sondaggio vanno anche a sfatare il mito secondo cui i ragazzi hanno il loro primo rapporto sessuale in età precoce. Sembra infatti che si aggiri attorno ai 17 anni l’età media in cui sia maschi che femmine hanno la loro prima esperienza. La stessa indagine fatta dalla Censis una decina di anni fa restituiva un quadro non troppo diverso. A essere venuta meno è la differenza tra ragazzi e ragazze: oggi sembra che i due sessi viaggino alla stessa velocità, almeno da questo punto di vista.

Una buona percentuale di giovani conosce le malattie sessualmente trasmissibili. Spesso, però, le confonde con l’AIDS. Ben il 74,5% sostiene di utilizzare le giuste precauzioni, anche per la paura di una possibile gravidanza. La confusione c’è anche sui contraccettivi: una buona percentuale di ragazzi è convinta che il coito interrotto o la pillola proteggano dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Per quanto riguarda l’infezione da Hpv (nota come Papilloma Virus), è stata riscontrata una maggiore consapevolezza nei soggetti femminili (83,5% le ragazze contro il 44,9% dei ragazzi). La connessione tra infezione da Hpv e tumore al collo dell’utero è conosciuta, ma non si può dire altrettanto di altri tumori come quello anogenitale.

Foto: via Pixabay

Commenti

commenti

L'autrice