Come scegliamo cosa fare su internet? Ce lo spiega uno studio inglese!

Gli studiosi del King’s College di Londra hanno condotto uno studio sui fattori che ci fanno scegliere cosa fare su internet. Come selezioniamo gli strumenti che il web mette a disposizione per comunicare e connetterci con le altre persone? Il risultato emerso dallo studio è molto interessante: il motivo per cui facciamo un uso diverso dei media online starebbe nella genetica. In altri termini, a geni diversi corrisponde una fruizione diversa di Facebook, Whatsapp, giochi online e via dicendo!

L’analisi su un campione di 8.500 gemelli di sedici anni

Lo studio sulle modalità di utilizzo delle comunicazioni online è stato pubblicato sulla rivista Plus One. L’esperimento del team londinese è stato condotto su un campione di 8.500 gemelli sedicenni. La scelta dei gemelli come soggetti campione è dovuta proprio alla questione genetica. Quelli identici, infatti, hanno una corrispondenza genetica del 100%, mentre quelli diversi del 50%. Dall’analisi sui gemelli è emerso che il fattore differenziante nell’uso degli strumenti web è soprattutto l’ereditabilità. Inoltre, in due terzi dei casi analizzati le diversità sono attribuibili anche a delle condizioni ambientali, in particolare a contesti familiari: il modo in cui i genitori educano ciascun figlio all’uso di internet potrebbe incidere molto.

Le persone scelgono attivamente cosa fare su internet

Alla luce di ciò, la considerazione più rilevante è che, a quanto pare, le persone non subiscono la comunicazione online in modo passivo. Stando a quanto sostengono gli esperti, l’uso dei media su internet è del tutto personale e varia a seconda della predisposizione genetica. E ciascuna predisposizione genetica è unica nel suo genere, soprattutto se associata all’ambiente, altro fattore incisivo. Ziada Ayorech, una delle menti dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King’s College, ha affermato che è un falso mito la convinzione secondo cui internet agisce su dei soggetti del tutto passivi. Lo studio sulla correlazione tra gene-ambiente e utilizzo dei media online ribalta completamente la questione. Le persone non sono passive, selezionano e scelgono attivamente cosa fare su internet.

Foto: via Pixabay

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