Sciopero farmacie in Emilia-Romagna: è scontro su accordo Dpc

Sciopero farmacie in Emilia-Romagna: oggi i mille esercizi regionali privati che fanno parte di Federfarma hanno aderito a un’agitazione contro la Regione e alcune ASL. Le serrande delle farmacie emiliane sono rimaste abbassate dalle 8:30 alle 12:30. Il servizio continuativo di fornitura di farmaci è stato comunque garantito dalle farmacie di turno. A spiegare le ragioni dello sciopero delle farmacie emiliane è stata la stessa Federfarma in una nota.

La federazione dei titolari di farmacie ha spiegato che l’agitazione è dovuta alla controversia ancora aperta tra le farmacie, alcune ASL e la Regione. Oggetto del contendere è l’accordo sulla Dpc (Distribuzione per conto), i  farmaci in distribuzione nelle farmacie convenzionate per conto della Regione. L’accordo è stato siglato nel 2014 e secondo Federfarma non sarebbe stato rispettato da alcune aziende sanitarie locali. Le farmacie contestano alle autorità regionali di non aver fatto valere i termini dell’intesa, volta a contenere il ricorso alla distribuzione diretta di farmaci nelle ASL e nei presidi ospedalieri.

Sciopero farmacie 26 gennaio 2017: fallita trattativa per revoca

La Regione ha cercato di trovare un accordo in extremis per ottenere la revoca dello sciopero, ma senza successo. Secondo Federfarma il tavolo di confronto aperto con la Regione non sta ottenendo i risultati sperati dai farmacisti, benché le trattative proseguano da oltre un anno.

La Regione ha promesso alle farmacie di far passare dalla distribuzione diretta alla Dpc 700 mila confezioni. Nell’accordo last minute fallito figurava anche il passaggio dalla distribuzione diretta alla convenzionata di un ulteriore milione di confezioni.

A far fallire l’accordo, che pure aveva riscosso il favore del sindacato, è stata la marcia indietro dell’assessore alla Salute Sergio Venturi. L’assessore ha motivato il suo dietrofront spiegando che le offerte avanzate alle farmacie nei mesi scorsi per la Regione erano più che sufficienti a risolvere la controversia.

La proposta è stata presentata anche alle comunali, risentite per non essere state coinvolte nella trattativa. Le farmacie comunali per solidarietà oggi hanno chiuso il CUP per mezza giornata.

Secondo Venturi l’agitazione delle farmacie sarebbe immotivata. L’assessore ha spiegato che la distribuzione dei farmaci in farmacia dal 2014 è aumentata del 25%:

Una confezione grava sui bilanci regionali per 5,02 euro contro gli 1,90 della distribuzione diretta.

Federfarma: distribuzione diretta è un disagio per i cittadini

Il Presidente di Federfarma Emilia Romagna Domenico Dal Re non ci sta e contesta i costi lamentati dalla Regione:

Nel 2015 e nel 2016 la distribuzione diretta invece di diminuire è addirittura aumentata. Resta sotto traccia il costo che oggi paga il cittadino, costretto a recarsi negli ospedali per ritirare i farmaci di cui ha bisogno.

Secondo Dal Re la distribuzione in farmacia assicura una maggiore aderenza alle terapie e più controllo medico sulle quantità e sul successo del trattamento.

Foto: Nacho via Flickr

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