Cellulari ai bambini, sì o no? Evitiamo la sindrome da occhio secco!

Dare i cellulari ai bambini, sì o no? E come la mettiamo con i tablet? Dilemmi e dubbi del tutto attuali, specie nell’era dei nativi digitali. I bambini, anche i più piccoli, dimostrano una dimestichezza con la tecnologia che lascia a bocca aperta noi adulti. Se da un lato possiamo andare fieri dell’intuito che i nostri bimbi dimostrano di avere nell’utilizzo di smartphone e tablet, dall’altro dovremmo preoccuparci dei possibili danni di tutto ciò.

Lo studio dell’Università di Seul

A confermare queste preoccupazioni arriva una ricerca comparsa su Bmc Ophthalmology, la rivista scientifica dedicata alle patologie oculari. Si chiama “sindrome dell’occhio secco” la malattia che altera la regolare attività del film lacrimale. Si manifesta soprattutto attraverso un bruciore intenso e prolungato e la sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi. Stando a quanto riportato all’interno della ricerca, se prima l’occhio secco colpiva soprattutto donne in menopausa o soggetti con problemi di tiroide, ora colpisce molti bambini.
La causa di questo fenomeno sarebbe da ricondurre a smartphone e tablet, strumenti che i bambini usano per giocare, guardare video e quant’altro. Il tutto senza staccare gli occhi dallo schermo e restando in luoghi chiusi.

Gli esperti di oftalmologia del Chung Ang University Hospital di Seul hanno analizzato i casi di 916 bambini la cui età varia dai 7 ai 12 anni. Sul totale di bambini esaminati circa il 6,6% risultava affetto dalla sindrome da occhio secco. Tra questi ultimi, quasi tutti utilizzavano smartphone e tablet per una media di due tre ore al giorno, specie quelli residenti nelle città. In termini di percentuale si parla del 97%.

Cellulari ai bambini sì o no? Ni!

Dunque, alla domanda “cellulari ai bambini sì o no?” la risposta dovrebbe propendere per il no. O, quanto meno, per il ni. Gli esperti infatti suggeriscono di diminuire sensibilmente la durata di utilizzo di smartphone e tablet per i bambini.

Per guarire i bambini affetti da sindrome dell’occhio secco gli oftalmologi coreani hanno imposto un periodo di disintossicazione da minischermi. Nell’arco di un mese i sintomi della malattia hanno cominciato ad affievolirsi fino a scomparire del tutto.

I minischermi obbligano a guardare da vicino e hanno il display illuminato a led: uno sforzo considerevole per la vista. Diamo ascolto ai medici: meno cartoni animati e video su Youtube per i nostri bambini, più altalene all’aria aperta!

Foto: via Pixabay

Commenti

commenti

L'autrice