Psicologia: vendetta dolce e gratificante ma meglio meditare

Se perdonare è liberatorio, anche vendicarsi per i torti subiti ingiustamente può rilevarsi gratificante. La semplice simulazione di una piccola rivincita può risollevare rapidamente l’umore. A suggerirlo è un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università del Kentucky pubblicato sulla rivista specializzata Journal of Personality and Social Psychology.

Vendetta ha davvero un sapore dolce

La ricerca conferma che la vendetta ha un sapore dolce quando le azioni di rivalsa vengono compiute per reagire al rifiuto sociale e al disprezzo. Gli autori dello studio, David Chester  e C. Nathan DeWall, hanno coinvolto un campione di 156 persone, invitate a scrivere un saggio su un argomento personale. I partecipanti si sono poi scambiati i lavori. A ciascuno è stato chiesto di esprimere liberamente un giudizio sugli scritti altrui.

I ricercatori si sono introdotti in uno dei gruppi, esprimendo giudizi negativi e sferzanti sui lavori. Alcuni scritti sono stati bollati come i “peggiori mai letti”. Gli studiosi hanno analizzato l’umore dei partecipanti prima e dopo l’invito a esprimere liberamente la loro aggressività. Alle persone che avevano ricevuto critiche è stato chiesto di pungolare con degli spilli una bambola voodoo virtuale, immaginando di ferire chi li aveva criticati.

L’azione vendicativa simbolica ha immediatamente risollevato l’umore delle persone ferite nell’orgoglio. I livelli di felicità hanno in breve raggiunto quelli dei partecipanti che avevano ricevuto giudizi positivi sui loro lavori.

Per fare luce sul meccanismo di gratificazione attivato dalla vendetta i ricercatori hanno condotto un ulteriore studio su un campione di 154 persone. I partecipanti hanno assunto un placebo, credendo di ingerire una pillola in grado di aumentare le capacità intellettive. Alcuni sono stati portati a credere che la pillola bloccasse i cambiamenti d’umore.

Ai soggetti è stato poi chiesto di giocare a un videogioco. Ogni persona ha giocato con altri due partecipanti. Chi faceva parte del gruppo degli esclusi è stato ignorato dagli altri giocatori. A gioco finito ai partecipanti esclusi è stata concessa la possibilità di vendicarsi degli altri giocatori trasmettendo dei suoni assordanti nelle loro cuffie. Le persone convinte di aver assunto una pillola che manteneva inalterato il loro stato d’animo non hanno colto l’occasione di vendicarsi, ritenendola un’azione inutile per risollevare l’umore. Al contrario i membri dell’altro gruppo hanno alzato il volume al massimo per rivalersi sui loro avversari.
meditazione buonumore

Meditazione ed esercizio fisico catartici quanto la vendetta

Secondo gli esperti questo studio dimostra che subire un torto come l’esclusione sociale attiva dei meccanismi volti a individuare il modo più rapido per recuperare il buonumore e sanare le ferite. Questi risultati verranno utilizzati per studiare i fattori che scatenano comportamenti aggressivi e fare luce sui lati più complessi e oscuri della sfera emotiva. Nel frattempo gli autori invitano a sfogare la propria frustrazione e l’aggressività in modi più sani e innocui della vendetta: l’esercizio fisico e la meditazione.

Fonte: Medicalxpress
Foto: BeatrixBelibaste via Wikimedia Commons; Pixabay

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