Cannabis terapeutica di Stato in vendita in farmacia: costi e novità

La cannabis terapeutica di Stato sbarca nelle farmacie italiane grazie a un accordo siglato dal Ministero della Salute e dal Ministero della Difesa. Il progetto, partito in via sperimentale il 18 settembre 2014, entra ora nella sua fase clou e prevede la produzione di marijuana a uso medico nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

La cannabis viene coltivata in serre hi-tech rispettando i più elevati standard qualitativi e sottoponendo il prodotto finito a rigidi controlli. Lo stabilimento toscano in questa fase iniziale del progetto fornirà 50 chili all’anno ai rivenditori. La produzione nei prossimi anni aumenterà fino a coprire l’intero fabbisogno italiano, che ammonta a 100 chilogrammi.

Cannabis FM-2: per acquisto serve ricetta medica non ripetibile

Il prodotto cannabis infiorescenze macinato, in commercio ufficialmente dal 14 dicembre 2016, da gennaio è reperibile nelle farmacie italiane.  La prima a vendere la cannabis terapeutica di Stato, rinominata FM-2 come il sito produttivo, sarà la farmacia Campedello di Vicenza. La rivendita veneta è stata la prima a inoltrare la richiesta allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare. Il farmaco potrà essere venduto esclusivamente dietro prescrizione medica non ripetibile. La cannabis potrà essere dispensata da tutte le farmacie, in particolar modo dalle rivendite che dispongono di un laboratorio galenico.

Quanto costa la cannabis terapeutica di Stato

coltivazione cannabis terapeutica serreLa cannabis terapeutica verrà venduta ai pazienti come terapia antalgica, permettendo un risparmio di ben il 30% rispetto alla cannabis terapeutica olandese disponibile da tempo  come antidolorifico nelle farmacie italiane.

Il costo alla fonte della cannabis terapeutica di Stato ammonta a 6,88 euro al grammo più IVA. Un flacone da 5 grammi costerà alle rivendite 40 euro. I pazienti pagheranno il prodotto 15 euro al grammo a fronte dei 24 euro al grammo sborsati per la cannabis terapeutica olandese.

Principi attivi e usi della cannabis terapeutica di Stato

La concentrazione di cannabis nel prodotto oscilla tra il 5 e l’8%. Il principio attivo ha una concentrazione massima del 24% a fronte del 70% della marijuana impiegata a uso ricreativo.

La cannabis terapeutica potrà essere acquistata per lenire il dolore associato a malattie e disturbi qualora le altre terapie antidolorifiche tradizionali si siano rivelate inefficaci. La normativa di riferimento è il Decreto ministeriale del 9 novembre 2015 emanato dal Ministero della Salute. Il provvedimento ministeriale stabilisce che la cura a base di cannabis può essere prescritta dai medici per il trattamento del dolore cronico e per alleviare gli stati dolorosi associati a diverse patologie e condizioni: dalla sclerosi multipla ai tumori alle lesioni del midollo spinale.

La cannabis terapeutica può essere prescritta anche per trattare la nausea e il vomito associati alla chemioterapia, alla radioterapia e alla cura dell’HIV. Un altro impiego è come stimolante dell’appetito, nella terapia ipotensiva del glaucoma e nella riduzione dei movimenti involontari nei pazienti affetti dalla sindrome di Gilles de la Tourette. Dagli spasmi alla fibromialgia la cannabis terapeutica, come certificato da decine di studi, può migliorare notevolmente la qualità della vita di migliaia di pazienti alle prese con un dolore invalidante.

Rispetto alla cannabis olandese quella prodotta a Firenze contiene una quantità maggiore di principio CBD dalle proprietà antinfiammatorie e una quantità minore di principio attivo THC associato a stati euforici.

La prescrizione e la vendita di cannabis a scopo terapeutico in Italia sono soggette a una prassi rigida. I medici sono tenuti a comunicare al Ministero della Salute i dati del paziente e i dettagli della terapia a base di cannabis. Le farmacie a loro volta devono trasmettere alla ASL le prescrizioni mediche non ripetibili consegnate dai clienti. Le aziende sanitarie locali invieranno le prescrizioni al Ministero della Salute che procederà ai dovuti controlli.

Il modulo per l’acquisto contenente la lista dei documenti richiesti agli acquirenti è disponibile sul sito dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, situato in Via Reginaldo Giuliani, 201 – 50141. Una volta ricevuto l’ordine dalla farmacia, completo della documentazione necessaria, l’ente impiegherà 15 giorni per allestire la fornitura.

Cannabis terapeutica: modalità d’assunzione

vaporizzatore cannabis terapeuticaMa come può essere assunta la cannabis terapeutica? La cannabis può essere assunta sotto forma di infuso come fosse un tè, dopo aver lasciato in infusione per 20 minuti le infiorescenze, oppure per inalazione adoperando un vaporizzatore. I prezzi dei vaporizzatori per cannabis terapeutica partono dai 100 euro fino ai 500 euro per i modelli più evoluti. Quest’ultima modalità di assunzione è più salubre perché non prevede la combustione dei cannabinoidi e non rilascia sostanze cancerogene e irritanti per le vie respiratorie. Inoltre richiede dosi minori per ottenere lo stesso effetto.

Per quanto riguarda le dosi solitamente le terapie antidolorifiche prescritte dai medici prevedono una quantità giornaliera iniziale di  due cartine da 25 milligrammi. Le dosi da 20 a massimo 100 milligrammi servono a scongiurare effetti collaterali come la confusione mentale. Solitamente a un paziente non vengono prescritti più di 4 grammi al mese.

Ricordiamo che la coltivazione, la detenzione e la cessione di cannabis a uso personale ricreativo restano vietate in Italia. L’iter del disegno di legge per la liberalizzazione, proposto da un intergruppo parlamentare il 16 luglio 2015 e approdato per la discussione in Aula il 25 luglio 2016, si è infatti arenato in Parlamento a seguito delle dimissioni di Renzi.

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