Dolori articolari? Tutta colpa dell’evoluzione!

Gli studiosi dell’Università di Oxford sostengono che le cause dei dolori articolari sarebbero da ricondurre direttamente all’evoluzione dell’uomo. In particolare, il passaggio dal camminare a quattro zampe alla posizione eretta avrebbe, con il tempo, provocato dolori a spalle, anche e ginocchia. Insomma, abbiamo voluto camminare? Adesso ne accettiamo tutti i pro e i contro.

I ricercatori hanno effettuato delle Tac su trecento ossa di periodi storici differenti, risalenti a 400 milioni di anni fa. Gli esemplari delle ossa sottoposte a esperimento sono ospitati dal Natural History Museum di Londra e dall’istituto di istruzione e ricerca di Washington, ovvero lo Smithsonian Institution.

Da quattro zampe a posizione eretta: cosa è cambiato?

Gli studiosi sono riusciti a ricreare una serie di modelli 3D, individuando i cambiamenti verificatisi su ogni esemplare durante il trascorrere dei secoli. Dall’osservazione è emerso che, nel momento in cui l’uomo ha cominciato a stare in posizione eretta, il collo del femore ha dovuto farsi più spesso per rispondere meglio al peso del corpo.
Questo fenomeno probabilmente ha causato problemi quali l’artrite e altri problemi legati all’anca. Le spalle avrebbero invece subito un restringimento dello spazio riservato a tendini e vasi sanguigni. Questo ha fatto sì che la struttura tendinea avesse meno spazio per il movimento. Ed ecco spiegata la possibile causa dei dolori articolari che compaiono quando si portano le braccia verso l’alto, in direzione del capo.

Una previsione futura sui dolori articolari

Cosa ne sarà delle nostre ossa fra 4.000 anni? Anche a questo ha voluto rispondere la ricerca dell’Università di Oxford. Gli studiosi affermano che la situazione delle nostre spalle, anche e ginocchia potrebbe subire un peggioramento. Per evitare di incappare in dolori articolari anche più gravi, i ricercatori suggeriscono di optare per la fisioterapia, accompagnata da una buona dose di attenzione nel mantenere la postura corretta.

Insomma, ora che sappiamo che le posizioni che assumiamo più frequentemente influenzano la salute delle articolazioni, ancor più dobbiamo fare attenzione. Sia per noi che per i nostri successori.

Foto: via Pixabay

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