Salmonella: insalata in busta più a rischio

L’insalata in busta pronta da mangiare potrebbe comportare dei rischi per la salute dei consumatori in caso di danneggiamento delle foglie durante la recisione e in presenza di contaminazione da Salmonella. A sostenerlo è un recente studio condotto da un’équipe di microbiologi della University of Leicester, nel Regno Unito.

La ricerca, coordinata dalla professoressa Primrose Freestone e dal dottor Giannis Koukkidis, è stata illustrata in un articolo apparso il 18 novembre 2016 sulla rivista scientifica Environmental Microbiology. I microbiologi hanno studiato il processo di proliferazione della Salmonella nell’insalata in busta, analizzando dei campioni di insalata mista e di spinaci.

Gli scienziati britannici hanno esaminato la relazione tra i liquidi secreti dalle foglie di insalata danneggiate durante la recisione e la diffusione del batterio Salmonella. Secondo gli esperti anche dei danni limitati alle foglie possono favorire la proliferazione batterica. I batteri proliferano a ritmi fino a 2.400 volte più rapidi.

I liquidi sprigionati dalle foglie danneggiate permettono ai batteri di attaccarsi alle foglie e alle pareti della busta di plastica. Per il consumatore è così più difficile lavare via eventuali batteri presenti nell’insalata. Il risultato è una maggiore esposizione alle infezioni.

Salmonella prolifera anche in frigo

Per limitare l’esposizione ai batteri gli autori suggeriscono di consumare l’insalata in busta subito dopo l’apertura. Gli esperti avvertono che conservare la busta aperta in frigo non sempre è sufficiente a proteggersi dalla Salmonella. La ricerca ha infatti dimostrato che in presenza di liquidi prodotti dalle foglie danneggiate i batteri continuano a proliferare anche a basse temperature.

Nei prossimi studi i ricercatori identificheranno nuovi metodi per proteggere i consumatori dalla Salmonella e dall’E.coli, due batteri che negli ultimi anni sono stati riscontrati anche nell’insalata fresca pronta al consumo, sia negli Stati Uniti che in Europa. Per rassicurare i consumatori le autorità sanitarie britanniche hanno ricordato che in riferimento a questa tipologia di prodotti la contaminazione da Salmonella al momento riguarda una percentuale di immesso sul mercato compresa tra lo 0 e il 3%.

Produttori italiani: insalata in busta sicura per i consumatori

Rassicurazioni dopo la diffusione della notizia in Italia sono arrivate anche dai produttori. In una nota il Gruppo IV gamma di Aiipa ha spiegato che le insalate in busta e i mix freschi pronti da cuocere in Italia rispettano la catena del freddo dalle fasi di confezionamento sino alla vendita.

Il responsabile del Gruppo vegetali Guido Conforti ha spiegato che il lavaggio dell’insalata in base alla normativa nazionale sull’igiene degli alimenti prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua potabile. Il processo si avvale di sistemi avanzati che rendono il prodotto  più sicuro rispetto ai risultati ottenuti con un semplice lavaggio casalingo. È proprio il rispetto di questi rigorosi standard che consente di immettere il prodotto sul mercato usando la dicitura “lavato e pronto al consumo”.

Insalata in busta: consigli per ridurre rischi per la salute

Ciononostante per ridurre al minimo i rischi gli esperti consigliano ai consumatori di acquistare prodotti pronti che riportino una data di scadenza più lontana; consumare l’insalata in busta solo dopo averla lavata nuovamente e il giorno stesso dell’apertura; laddove possibile preferire l’insalata fresca a quella confezionata.


Foto: via Pixabay; Gallery Credit: Carl Vivian – University of Leicester

Commenti

commenti

L'autrice

Reply

Cosa ne pensi?