Sanità digitale: Italia fanalino di coda in Europa ma c’è un piano

La posizione dell’Italia nella classifica dei Paesi UE che vantano migliori prestazioni nella sanità digitale è tutt’altro che invidiabile. Nell’UE 28 il nostro Paese è solo diciottesimo nell’eHealth. Un posto poco ambito condiviso con la Lituania. A rivelarlo è un’analisi condotta dall’I-Com presentata nei giorni scorsi a Roma.

La classifica elaborata dall’istituto per la competitività è stata stilata sulla base di quattro parametri:

  1. la ricerca online di informazioni sulla salute da parte dei pazienti;
  2. la diffusione delle prenotazioni telematiche per visite e altre prestazioni sanitarie;
  3. l’uso dei canali digitali per l’invio diretto delle prescrizioni di farmaci dai medici ai farmacisti;
  4. la condivisione dei dati sanitari sul web da parte dei medici.

A guidare la classifica europea ponendosi come modello per la sanità digitale è la Danimarca, che nei quattro indicatori ha totalizzato complessivamente un punteggio superiore di ben il 70% rispetto al risultato italiano. A seguire si sono piazzate la Finlandia, i Paesi Bassi, l’Estonia e la Svezia. Peggio dell’Italia fanno solo la Bulgaria e la Polonia.

mHealth: in Italia è boom di app la salute

In Italia un trend promettente nella sanità digitale è costituito dalla mHealth, il settore delle app per la salute. Il nostro Paese risulta invece ancora carente nel segmento della telemedicina. Le strutture sanitarie fanno fatica a comunicare con i pazienti tramite gli strumenti digitali.

Al momento solo 7 Regioni hanno attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico: Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia.

Va meglio invece per le prescrizioni digitali. La ricetta medica elettronica vanta un tasso di diffusione medio dell’80% sul territorio nazionale. A livello regionale il dato più basso è stato registrato in Calabria, mentre tra le province a rimanere indietro rispetto alla media nazionale è Bolzano.

Sanità digitale: il patto con le Regioni e il piano del Ministero

Il Governo ha manifestato le sue intenzioni di migliorare le prestazioni italiane nella sanità digitale.  Un impegno di cui si trova traccia nell’”atto di indirizzo per l’individuazione delle priorità politiche per l’anno 2017″. Il documento è stato sottoscritto il 23 settembre scorso dal Ministero della Salute.

La quinta e la sesta macro-area di intervento mirano a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria e del sistema informativo, sfruttando gli strumenti digitali esistenti e le soluzioni innovative.

La definizione dei nuovi obiettivi segue la sigla del Patto per la sanità digitale sottoscritto il 7 luglio scorso da Governo, Province autonome e Regioni. Nei prossimi tre anni gli sforzi di tutti gli attori della filiera sanitaria si concentreranno sull’implementazione di piattaforme e soluzioni ICT innovative, in grado di migliorare la qualità dei servizi offerti ai pazienti e di tagliare i costi della spesa sanitaria.

Oltre a favorire una maggiore adozione del Fascicolo Sanitario elettronico (FSE) il Patto per la sanità digitale prevede di potenziare i servizi della telemedicina. Saranno incoraggiati i tele-consulti, i tele-referti, il tele-monitoraggio dei parametri del paziente e la tele-riabilitazione. A coordinare gli interventi per l’attuazione del Piano sarà la cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS).

Foto: via Pixabay

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